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Pagina dedicata
alle storie e piccole avventure dei vostri amici gatti. |
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...Tirsa
Ieri la mia adorata gatta Tirsa, mi ha lasciato. Aveva 18 anni: una bella età. Da tempo mi stavo preparando all’evento; mi preparavo con la tenacia dello scolaro diligente e con la consapevolezza che non sarei mai stata pronta: infatti, non lo ero. Anche se so che era l’unica cosa giusta e sensata da fare, pronunciare quel si alla veterinaria quando mi ha chiesto il consenso ad eseguire l’eutanasia è stato il più duro che ricordi. Lei non ha sofferto, si è addormentata tra le mie braccia e ha lasciato la vita con quest’ultimo ricordo, nella situazione che le era più congeniale. Tirsa è stata la mia compagna di viaggio e l’unico essere vivente con cui da anni ho convissuto. Mi ha seguito ovunque negli ultimi 18 anni; anche quando ho preso decisioni che hanno cambiato radicalmente la mia vita lei era con me. Nei momenti duri che hanno seguito tale decisione era con me. Mi ha seguito nel pellegrinaggio di abitazioni provvisorie con una tranquillità rara per un gatto che notoriamente si affeziona molto al luogo dove vive. A lei non importava: ovunque fossimo noi due era casa. Era una gatta di rara sensibilità, riusciva a comprendere ogni mio stato d’animo e, sempre mi consolava quando ero triste o piangevo. Anche quando piangevo perché vedevo ogni giorno il suo tumore farsi spazio e prendere il sopravvento sulla sua forza e voglia di vivere era lei che silenziosa e tenera veniva a consolarmi. Anche l’ultima sera che abbiamo passato insieme è andata così.
Ora,
ho già accolto due gattini in casa: Olga e Nikita, sono uno
spasso, vitali e gioiosi; mi stanno aiutando a superare questo
bruttissimo momento. Sono sicura che li amerò molto e che mi
prenderò cura di loro con grande gioia, ma sono altrettanto
sicura che dopo Tirsa niente sarà più come prima. Di sicuro da
ieri sono un po’ più sola.
Grazie
Tirsa! Per avermi amato senza condizioni per quel che sono, per
avermi dato molto di più di quello che hai avuto in cambio, per
essermi stata accanto negli ultimi 18 anni della mia vita. Simona
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MATHILDE
Ciao! Sono Mathilde, sono una gattina di sei mesi, mia mamma è venezuelana e sono stata adottata quattro mesi fa da una famiglia di Acilia.
Da
quando sto qui, ho cambiato già tre miniappartamenti: lo
stanzino delle scarpe
(dove non mi trovavo molto bene), il garage dove mi
trovavo abbastanza bene, e per ultima la "stanza" dove
mi trovo adesso: il balcone ( dotato di zanzariera, dove mi ci
arrampico molto molto spesso per acchiappare insetti). Qui mi
trovo veramente bene, sto anche fresca. Voi mi chiederete se ci
sto tutto il giorno in quel balcone ed io vi rispondo di no, la
maggior parte del tempo lo trascorro in casa, ma almeno
un'oretta al giorno in giardino dove mangio l'erba, catturo insetti mi
arrampico sugli alberi ecc. e la notte dormo in balcone.
Per ora ho distrutto soltanto: un cavo della tv, i
divani, un tappeto, il mio trasportino
( facendolo cadere più volte), un giornale, un paio di
pantaloni ( arrampicandomici)
e ho fatto impazzire la donna delle pulizie, girandole
attorno mentre faceva le faccende.
Dovete sapere che, quando la mia famiglia per tutto
il mese di agosto è andata in vacanza, bè… in un certo senso
anche io sono andata in vacanza. Un'amica loro mi ha ospitato
per tutto il mese ed ero in compagnia di un gattone di tre anni:
Mirò. Abbiamo
giocato tantissimo gli saltavo sopra, lo rincorrevo,
addirittura, quando lui si stancava di me si metteva in finestra
dove io non potevo raggiungerlo, quindi, finiva il gioco; si può
dire che ho fatto impazzire anche lui.
Quando i miei mi sono venuti a prendere ero un po’
dispiaciuta ed un po’ contenta perché non volevo lasciare Mirò,
ma allo stesso tempo volevo tornare con la mia vera famiglia.
Ed ora sono qui a scrivere la mia storia, a casa con
la mia famiglia, felice, e
con la grande pazienza di Anna ( la mamma) e Rose
(la donna delle pulizie!!!!!!!!!)
Ciao!!!!!!!!!!!!!!
Il racconto della mia storia è finito, spero
che vi sia piaciuto.
MATHILDE
Queste
sono le mie foto.... se vuoi vederle fai
clic
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MimìRoma,29/07/2004
Cara
Silvia, eccomi qua!! mi riconosci??
Sono
“Mimì”(mi è stato dato questo nome)
Una
delle tante micette che hai trovato.
Ad
aprile ero così come vedi dalle foto, piccola, temeraria e
pasticciona.
Poi
ho incontrato “Cocò”
Oggi
sono cresciuta e continuo a trascorrere il mio tempo a giocare,
riposare e…. impicciarmi di tutto.
Di
recente ho distrutto:
un
rotolo quasi intero di Scottex (colpa della TV);
un
piatto;
un
vaso con relativa pianta.
Noi
ci siamo divertiti tantissimo.. Patrizia un po’ meno ma tanto
lei ci è abituata.
Ho
fatto tutte le vaccinazioni
e stò bene così come Cocò.
Ciao
Ciao anzi Miao Miao
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La Storia del mio gatto MAO Roma-3-11-2003.
L’acqua
è stata la sua fortuna.
L’acqua
così rara d’estate,così rara in quella caldissima mattinata,lo
ha salvato.
Non
la pioggia ma la semplice acqua di Roma.
Aveva
bisogno un po’ di refrigerio dal caldo ; aveva bisogno di
respirare e fortuna ha voluto
che
in quel momento il suo futuro” padrone”( quasi impossibile
esserlo) utilizzasse proprio la sua fortuna, l’acqua.
Il
suo amore per l’acqua ha condizionato il suo destino forse
proprio per questo l’adora.
(
stranezze da felino)
In
mezzo a tanti camion c’era lui,un piccolo esserino di appena un
paio di mesi, tanto malato,
afflitto
dalle tante malattie dei “senza padrone”.
Entra
in una mano,tanto peloso ma tanto sporco…
Squilla
il telefono ;qualche secondo di indecisione e poi arriva il
momento di metterlo in una scatola e portarlo in un luogo sicuro,
la sua futura casa.
Dapprima
la gioia nel vederlo, poi il timore che non ce la facesse.
Tanta
è stata la volontà, tante sono state le cure e l’amore che ce
l’ha fatta.
Pian
piano metteva su qualche grammo, poi è
cominciato a crescere, ha una grossa testa e una coda pelosissima.
Molte
sono state le conquiste; la sua forza di volontà, la sua
ostinazione lo hanno fatto vivere,
gli
hanno fatto acquistare fiducia in noi ;fiducia meritata dopo più
di un mese e dopo…dopo le gioie, le carezze,i giochi e le fusa.
Tutto
questo in solo sei parole:IL NOSTRO MICIO MAO.
VIVI
e MAX |
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| Pubblichiamo con vero piacere una
lirica di Leopoldo de Persio il "Poeta Gattaro",
dedicata alla nostra Associazione.
qui sopra Leopoldo con i suoi amici gatti |
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Il Faro
Non
sono voli della fantasia ma
espressioni e sentieri dell’anima. E’
solo un rifugio: Fortunati
coloro che approdano in questo sito. Povere
creature, ch’è
stata tolta da tempo la dignità; qui
trovano ristoro e amore rinnovata
fiducia verso l’uomo amico, serenità
e nuova speranza alla vita. Qui
non c’è diversità di specie ma
una profonda affinità di
sentiti ed elevati affetti. Qui
non si esiste ma si vive! Sino
all’ultimo respiro,circondati d’amore è
la pietà che piange e li accompagna. In
questo luogo di carità si nobilita l’uomo e
in altri simili, altrove. E’
gioia grande accogliere i pellegrini smarriti. C’è
un fremito ,un’ansia, assidua
è la preoccupazione ma
poi,è il cuor che vince tutte le avversità.. E’
il Faro la luce della speranza Dove
beate sono le creature, che vi risiedono.
Leopold Persidi (08-10-2003) |
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Leopoldo "IL POETA GATTARO" Arrivano a centinaia portati dalla sorte e hanno quasi tutti bisogno di cure immediate. Piccoli di pochi giorni di pochi mesi o grandi perché feriti o ammalati.Sicuramente hanno fame perché stremati dalle prove che hanno dovuto superare e sopportare fino a prima di scegliermi. Si perché sono loro che scelgono noi, sono loro che scelgono me. Il destino e il loro sesto senso li portano a me, destino che a volte e’ rappresentato da una persona o da un bambino e a volte dal caso. In questi anni tutte le cure possibili sono state usate per quasi tutti i tipi di malattie; dal semplice raffreddore alla più letale ed inguaribile malattia. Si perché queste povere bestiole sono sottoposte a tutti i pericoli, non ultimi la strada, gli abbandoni e i cani lasciati anche loro al proprio destino…. Le medicine usate per curarli sono più o meno le solite dagli antibiotici alle flebo per chi si trova in fin di vita , anche le malattie sono sempre le solite : la rinotracheite, la dissenteria, le malattie della pelle, la leucemia la gastroenterite, i tumori etc. Le malattie sono tante e loro diminuiscono sempre di più, sono sempre più indifesi a tutto ciò che li circonda. Io rappresentante del genere “umano” come tanti altri li rispetto e mi prendo cura di loro ma i tanti altri “umani” sono a volte causa della loro sofferenza. L’unico aiuto che hanno e’ quello che io tento di dargli come posso…. L’unica cosa sicura e certa che posso dargli incondizionatamente e senza limiti e’ l’AMORE. Credo che il rispetto sia l’unico vero sentimento che tutti noi dovremmo sentire, sotto qualsiasi forma esso si esprima. Sono un randagio come i miei piccoli amici,mi sento più simile a loro e dissimile ai miei simili; perché emarginato,insultato,aggredito da esseri spregevoli che hanno il dono della bestialità.La loro ignoranza a volte raggiunge picchi di crudeltà inauditi. Ma è sempre la pietà e l’amore che vince,e si pone come baluardo in difesa di queste povere creature indifese. Non c’è amore più grande,di quello che si ha,verso questi sfortunati esseri perseguitati.Per un rispetto che debbo a loro li chiamo “Itineranti”e quelli che restano nella mia colonia”Stanziali”.E per quelli che muoiono o dispersi il mio cuore piange. Leopoldo De Persio e sua figlia Viviana |
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“MAMMA
GATTA” D’AGOSTO
Non
ho scelto di diventare “mamma”, soprattutto con questo caldo
d’Agosto, dopo un intenso anno speso a lavorare per i diritti
degli animali, in battaglie che spesso oltre alle energie ti
portano via anche la forza di progettare una vacanza, ma mio
malgrado è stato così.
Qualche
incivile si è tranquillamente sentito in diritto di abbandonare 5
micini che avevano ancora il cordone ombelicale attaccato, nei
pressi delle ciotole dei gatti di una delle colonie feline di cui
mi prendo cura.
E
pensare che avevo finalmente scelto e deciso di prendermi qualche
giorno di vacanza. Ci voleva proprio, soprattutto dopo l’ultima
“batosta” che abbiamo dovuto incassare perché la nuova legge
contro il maltrattamento di cani e gatti è rimasta lì alla
Camera dei deputati, per colpa di qualche simpaticone della Lega.
Se ne riparla a settembre ci hanno detto. E nel frattempo ho
pensato io…mi piacerebbe portare a Settembre in parlamento ai
Leghisti, tutti gli animali abbandonati, tutti i conti per veterinari
e medicine spesi da tutti noi che ci occupiamo, quasi sempre a
spese interamente nostre, di animali abbandonati !!!!
Certo,
non è una legge che ci soddisfi a 360°, ma mio malgrado,
lavorando da vent’anni nel mondo dell’animalismo ho dovuto
imparare che “TUTTO E SUBITO” è una filosofia che in questo
campo non paga affatto. Soprattutto viviamo in un paese in cui
servono ancora tanti passi fondamentali verso la cultura dei
diritti degli animali.
Non
è certo con una legge, seppur buona e che nelle sue pene sia più
che severa, che si possa, secondo me far comprendere quanto sia
crudele, incivile e devastante, l’abbandono degli animali.
Abbiamo
bisogno di lavorare sempre di più, in modo globale per diffondere
la cultura dei diritti di tutti gli esseri viventi.
E
pensare che ero anche riuscita, con incastri degni del più
complicato puzzle, ad accordarmi con la mia famiglia per prenderci
cura, a turno, di tutti gli animali che abbiamo oltre alle colonie
feline. Eh già, sono tanti, tutti salvati dalla strada e dalle
atrocià dell’uomo e dell’abbandono.
Invece
eccomi qui, a dare la poppata, a far fare i loro bisognini,
lavarli, fare l’aerosol a 3 gattini bianchi e neri, uno rosa e
una tre colori rosa, grigia e bianca.
Non
è l’impegno e la dedizione costanti ed anche il sacrificio
necessari che mi preoccupano.
Mi
sconcerta e mi preoccupa il fenomeno che dimostra la brutalità e
la perfidia che ci deve essere in un gesto così violento e mi fa
paura il fatto che nonostante le cure non ce la facciano. Per
esperienza, e non solo mia, so che è bene non riporre grandi
speranze sulla loro sopravvivenza. Sono gattini quasi
completamente privi di risposta immunitaria.
E
questo mi fa male quanto, ovviamente, mi fa male pensare a tutti
quei piccolissimi o grandi, abbandonati, che invece non sono stati
trovati da qualcuno che se ne sia preso cura, quanti sono morti
schiacciati nei cassonetti o nelle macchine tritarifiuti, quanti
sono stati annegati come vuole la crudelissima tradizione
popolare.
E
tutto questo perché ????
Perché
ancora non si è ben compreso il significato della sterilizzazione
che rappresenta, a mio parere, l’unica soluzione al problema del
randagismo.
Questi
micetti sono di certo figli di una gatta di famiglia, perché
erano belli cicciotti e nonostante la pioggia e il paradossale
freddo dei giorni scorsi erano in buone condizioni, a parte qualche
starnuto.
Mi
chiedo, al di là del gesto di per se sul quale non mi soffermo
ulteriormente, com’è possibile nel nostro secolo non sapere che
un animale non sterilizzato si riproduce inevitabilmente, com’è
possibile non prevenire le “nascite indesiderate” ?
Quale
considerazione hanno la maggior parte degli Italiani degli animali
che hanno in casa con se ?
Com’è
possibile ancora ricevere quotidianamente nel nostro ufficio
telefonate di persone che non possono più tenere gli animali che
hanno adottato, o peggio comprato qualche mese prima ?
In
quale modo si considera una vita, una creatura che soffre, che
prova emozioni e sentimenti, nel suo proprio modo di essere
animale appartenente a specie diverse, ma degno di rispetto quanto
noi esseri umani. ?
Bè,
spesso noi animalisti siamo accusati di essere estremisti, ma se
ESSERE “estremisti” significa: rispetto, cura, amore e
dedizione. Si !!! Sono estremista e non me ne vergogno, se le
persone normali sono considerate ad oggi, quelle che compiono un
gesto simile a quello sopra descritto.. Si, sono un’estremista
!!! Quando penso che invece dei miei bagni a largo nell’isola che amo e alla compagnia dei miei amici, sono qui a contare le ore di distanza tra le poppate, spio i loro respiri, controllo la qualità delle loro cacche, faccio loro l’aerosol…ma spero nel regalo più grande che potrei avere in questo momento, un regalo inaspettato dell’estate, la loro sopravvivenza, affinché possano in futuro trascorrere la loro vita insieme a tutti gli altri 20 gatti di casa, ai 5 cani e altri gatti delle colonie.
Forse
quest’estate non la dimenticherò mai, ma vorrei dimenticare e
cancellare completamente dal nostro paese e non solo, la violenza
e la crudeltà di gesti simili. Ilaria Ferri
Direttore
Cattività Animalisti
Italiani PeTA |
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...Orazio Ciao a tutte e tutti, mi chiamo Orazio e sono un bel gattone di due anni. Voglio raccontarvi la mia storia e quella dei miei amici umani che con il loro amore hanno permesso che fossi qui a parlarvi. Quando ero molto piccolo, insieme ai miei fratelli, sono stato allontanato dalla mia mamma ancora prima che fossimo in grado di fare a meno del latte materno. Fummo abbandonati tutti insieme al faro di Fiumicino. Non ho molti ricordi di allora, eravamo troppo piccoli e vulnerabili, esposti alla crudeltà di chi avrebbe potuto farci del male. Con nostra grande fortuna, al faro ci trovò Silvia che ci portò tutti e tre a casa sua per nutrirci e accudirci: avevamo tanta voglia di latte e bisogno di tanto calore! A casa di Silvia accadde un fatto straordinario! Silvia aveva accolto in casa una gatta vittima di un incidente stradale, a causa del quale le dovette essere amputata una zampa posteriore e parte dell’altra. Era veramente malconcia e piena di bende, ma al nostro arrivo ci accolse con tante leccatine nella sua cuccia. Ma non è finita qui! Non chiedetemi come è potuto accadere, ma pochi giorni dopo, la gatta cominciò ad allattarci… sì, proprio così! Non aveva altri micetti dentro di sé, ne avrebbe potuto (era già sterilizzata), ma da un giorno all’altro dalle sue mammelle cominciò a sgorgare un latte buonissimo e caldo, che ci ha fatto crescere sani e forti! Quando siamo diventati proprio dei bei gattini, Silvia ha cercato qualcuno che ci potesse amare. Il primo ad essere adottato è stato mio fratello. Io e mia sorella Clarabella eravamo molto tristi senza di lui e pensavamo che anche per noi sarebbe giunto il momento di dirci addio… Un bel giorno, mentre Clara ed io giocavamo intorno alla nostra mamma adottiva, ha fatto ingresso nella nostra vita un’umana di nome Nicoletta. Mi prese in braccio e compresi subito che sarei andato via con lei e che avrei dovuto salutare mia sorella…ma no, cosa stava succedendo, anche Clara veniva presa in braccio e … WOW, eravamo stati adottati insieme per non separarci! E così, eccoci qui, sono ormai due anni che viviamo con i nostri amici a due zampe Nicoletta e Fabrizio e tutti questi mesi sono stati pieni di coccole e carezze. Non solo per noi…. Un anno fa sono nati Cesare, Nerone e Pompeo, la nostra discendenza, che Nico e Fabry hanno deciso di tenere con noi… come dicono loro, dove c’è spazio per due ciotole, ce ne è anche per cinque… La nostra storia finisce, anzi no, prosegue da qui… cari amici gatti, cani, umani e tutte le specie del creato, vi saluto augurandovi ogni bene e ricordandovi che la Vita scorre in ognuno di noi, a prescindere dalle forme e dalla quantità di peli che abbiamo… Orazio
P.S. alla nostra mamma adottiva, che da allora vive in casa di Silvia, Clarabella ed io diciamo ancora GRAZIE!
(Nicoletta da Roma) |