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Pagina dedicata
alle storie e piccole avventure dei vostri amici cani.
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LA PICCOLA LUCKY!!! Ciao a tutti!!!! Vi ricordate di me... sono Lucky, la cucciola adottata il 26-01-2004 durante un programma a Canale 10. Ho messo un pò di foto per farvi vedere come ero appena adottata e come sono ora biricchina, bella, e molto simpatica. Ringrazio tutte le persone dell'avar per avermi salvato dandomi la possibilità di aver trovato una famiglia che mi vuole molto bene.
Ilaria, Federica, Irene e Lucky
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ N.d.R: Noi dell'A.V.A.R. "IL FARO" possiamo essere solo che felici quando riceviamo queste lettere. Non possiamo fare altro che ringraziare e pubblicarle integralmente. |
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FENDY Questa volta parliamo di un.... lieto evento!!!! Si tratta di Fendy una splendida esemplare di Setter Irlandese pura che è stata abbandonata. Quando ce l'hanno segnalata, vagava nella zona delle case popolari a Fiumicino, siamo andati a vederla e ci siamo accorti che la povera bestiola era incinta. L'abbiamo portata al nostro rifugio e poi dal nostro veterinario che ci ha confermato lo stato interessante dell'animale e che soprattutto avrebbe partorito dopo pochi giorni . Per lei non potevamo fare altro che allestire un luogo riparato dove potesse prepararsi adeguatamente all'evento ed aspettare. non abbiamo dovuto aspettare neanche tanto perché mercoledì 3 dicembre, Fendy ci ha regalato 11 meravigliosi cuccioli tutti sani ed in buona salute, otto biondo-dorati e tre neri. Vogliamo sperare che il prossimo anno porti loro tanta fortuna e dei nuovi padroni che li adottino circondandoli di amore e coccole. IL GRANATIERE i.p. |
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GIGI
Vi ricordate di Gigi???
Adesso ha 6 mesi, ed è una grande
soddisfazione per noi...
Benediciamo il giorno in cui, io
sono venuto da voi quella sera e l'ho portato via con me. La
prima cosa che ha fatto è la pipì nella mia macchina...
Ancora oggi, che ha le fattezze da
cane grande, la gente si ferma per doverlo accarezzare, ogni
volta che andiamo in giro.
Ha appena iniziato a fare dell'
"Agility", l'unica cosa difficile da fargli
capire, e che deve seguire me e non farsi tutto il tragitto da
solo correndo come un pazzo...
Stiamo pensando di prendere un
fratellino per Gigi, ma ci stiamo ancora ragionando sopra, però
ne abbiamo tanta voglia...
Quando avremo deciso sicuramente
ritornerò da voi...
Grazie!
( Roberto) (n.d.r.) le foto di Gigi le trovi in questo sito nella pagina " come eravamo" |
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RASTA Salve mi chiamo Federica Picchio e da un anno e mezzo circa vivo ad Aranova, in provincia di Fiumicino. Questo anno è stato segnato per me dalla presenza di tre preziosissime anime, una delle quali è diventata un angelo.Appena trasferita da Roma, decido di dare una casa ad uno dei tanti cagnolini soli, così un sabato mattina di aprile mi reco al canile di Porta Portese, che per ironia della sorte, lo trovo chiuso. Proprio li davanti c'era una cucciolata di neanche un mese, che stava per essere spedita dentro. Così i miei occhi si avvicinano e tra tutti i cuccioli, ne vedo una dagli occhietti storti, tutta tremante. La prendo e non senza pensarci, la porto via. La chiamo Rasta e da quel giorno lei è il mio angelo prediletto, la mia spinta, la mia vocazione. Va subito d'accordo con il mio gattone nero e cresce insieme a lui. Nel mese di luglio per una settimana circa Rasta passa il suo tempo con un trovatello, che avevo preso in attesa di una sistemazione. Tante lacrime e tanta gioia, Ettore, il nuovo arrivato trova casa e ce ne separiamo. Rasta mi fa capire che sarebbe un'ottima idea prendere un amichetto/a, così una domenica di maggio ci troviamo in una piazza di Roma, dove un'associazione dava in adozione dei cagnolini. C'erano tanti cuccioli, molto carini, ma una sola era un pò più cresciuta e nessuno la guardava, se ne stava sotto un tavolo a guardava negli occhi delle persone, ma non si faceva avanti perchè la paura era tanta. La prendiamo, si chiamerà Mega. In giardino Rasta e Mega giocano i primi giorni, poi Mega inizia a diventare debole, e inizio a chiedermi se la sua magrezza dipendesse da qualche cosa di più serio che la sua permanenza in un rifugio. E le mie domande hanno tristi e dure risposte. Il cimurro avanzava. Stranamente anzichè disperata, mi sentivo molto arrabbiata, naturalmente con nessuno, perchè non era colpa di nessuno, a partire dal rifugio, dove persone stupende si danno da fare per mantenere tante vite in condizioni pietose senza aiuti da nessuno. Inizio a documentarmi, le provo tutte, omeopatia, antibiotici, vitamine, pasti nutrienti, affetto... le mie speranze crescono, Mega reagisce, non perde l'appetito, è vispa, cerca di correre e giocare anche se non ce la fa. Improvvisamente i suoi nervi iniziano a cedere...e il resto viene da se. Quello che posso dire è che la sua morte mi ha insegnato a combattere, ad affrontare le cose, a credere, e sono contenta di averla fatta stare bene, anche per poco. Il mio angelo ora so che ci guarda sempre, e vigila sulla sua amichetta Rasta, ed è molto felice perchè anche se lei non ce l'ha fatta, ci ha dato forza e coraggio di salvarne un'altra. La nuova arrivata si chiama Moona, abbandonata, impaurita e diffidente, ma dopo pochi giorni già sa di avere trovato l'amore e l'affetto di una famiglia, di una compagna di giochi inseparabile, di un grande giardino per correre, che molti non hanno. Ogni tanto la vedo ridere, e so che sta iniziando a rassicurarsi, la mia speranza è che un giorno dimenticherà tutto il male subito, e so che lo farà. Queste tre adorabili cagnette, mi hanno fatto conoscere ed amare sempre più il loro mondo, ed ora il mio sogno è diventare etologa, perchè adoro passare ore a parlare con loro e guardarle. E se posso dare un consiglio a chi non ha animali in casa, è di prenderne uno, perchè é il gesto migliore che un uomo possa fare a se stesso. Rasta e Moona Mega
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.... Lilly Erano passate poche settimane dall'arrivo di Lilly presso la nostra famiglia. Vivevamo - due adulti e tre minori - in uno studio di un solo locale di 60 metri adibito a dormitorio, cucina, sala per la visione delle partite, sala da pranzo, ufficio, ecc. Finalmente dopo anni di lotta giudiziaria, rientriamo in possesso della nostra casa, corredata da un bel giardino. Non che ci lamentassimo prima, un tetto non ci è mai mancato, ma per la nuova arrivata uno spazio all'aperto era di vitale importanza. I lavori di ripristino e di personalizzazione della casa durano un mese. Decidiamo dove collocare la cuccia, dove lasciarle un varco per entrare in casa in caso di pioggia, dove mettere le ciotole per il cibo e l'acqua. I lavori sono ultimati e rientriamo felici nella nostra casa, usurpata per quasi 5 anni. La vita scorre tranquilla, gli alberi da frutto ci regalano delle primizie, le rose si aprono e mostrano la loro grazia, Lilly si impossessa del giardino, divora famelica i gerani, si sazia di palme, scava tra le zolle di erba. La sera di un venerdì, Laura va a dormire verso le 23, le bimbe erano rimaste a dormire altrove, Massimo ed io lavoriamo ai nostri PC sino alle 24, poi, benché non stanchi, decidiamo di andare a dormire. Raggiungo Laura in camera, il suo sonno era profondissimo. Mi sdraio e gli occhi mi si chiudono forzatamente. Improvvisamente sento Lilly abbaiare con rabbia, penso: - se le urlo qualcosa sveglio tutti -, poi l'abbaiare della mia "figlia pelosa" viene nascosto da uno strano rumore, come se due oggetti in ferro si urtassero con violenza. Tento di alzarmi ma non vi riesco. Il mio ultimo pensiero prima di cadere tra le braccia di Morfeo è stato: - se sono ladri spero che non ammazzino Lilly -. Alle 5 Laura mi sveglia di soprassalto: - ci hanno svaligiato casa: i PC, la tv, la borsa piena di documenti personali, le chiavi (le uniche) della macchina... -. Le chiedo: - Ma Lilly ??? - - Sta bene: è in giardino - mi risponde. Dopo poco troviamo dei buchi nella zanzariera del bagno e di due camere da letto, ed infine una spugna sospetta in giardino: Ci avevano addormentati, Lilly compresa. Lilly in effetti si era comportata istintivamente da buon guardiano ma le mie forze non erano sufficienti per darle ascolto, inserire l'allarme di casa, urlare. Passammo il sabato mattina a coccolarci tutti quanti per lo scampato pericolo, nonostante il furto subito. Senza più beni, senza documenti, senza più il desiderio di vivere in questa casa (nonostante la lotta per riaverla), ma ancora vivi, Lilly compresa. Alan (Roma)
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...Carlotta Ciao sono Marco, e lei è Carlotta, una splendida meticcia di circa tre anni. Carlotta (Charlie per gli intimi) ha girato molto prima di arrivare a casa mia ed ha vissuto momenti difficili. E’ stata investita da un camion ed è stata curata, è stata avvelenata dal veleno dei topi ed è stata 40 giorni in cura, ma alla fine ce l’ha fatta. Si era stabilita nel terreno circostante un grosso impianto industriale e lì con la compiacenza di coloro che ci lavoravano ha avuto cibo e forse, qualche coccola. Libera e indipendente non si faceva avvicinare con facilità e quindi nessuno si era accorto che Carlotta fosse incinta. E così a novembre dello scorso anno sono nati 11 bei cuccioli (8 maschi e 3 femmine) che la nostra mammina ha allevato con dedizione. Alcuni miei amici, che lavorano nell’Impianto hanno cominciato a darsi da fare sia per la madre che per i cagnolini e soprattutto hanno cercato il modo di darli in adozione. Hanno inviato moltissimi messaggi di aiuto su Internet ed hanno ricevuto risposta soltanto da 2 associazioni una delle quali era Il Faro. Attraverso diversi contatti e portando i cuccioli ai mercatini, sono riusciti a sistemarli tutti. Successivamente, Carlotta è stata sterilizzata. E qui entro in campo io che avevo già avuto una fedele amica a quattro zampe per 12 anni e che tutto sommato, mi sentivo un po’ solo……. Ho ospitato Charlie durante la sua convalescenza post operatoria accogliendola nella cuccia che per troppo tempo era rimasta vuota e dopo pochi giorni lei ha cominciato a fidarsi di me, a riconoscermi, a farmi le feste. Soprattutto è diventato un cane tranquillo, senza l’assillo di doversi difendere e nascondere il cibo. Ora a distanza di tre mesi Carlotta è la padrona del giardino, non fa avvicinare nessuno e fa anche la guardia. Io l’ho vista per la prima volta un mese dopo che aveva partorito e vedendola adesso stento a credere che sia lo stesso cane. Vi sembro esagerato? Guardate anche voi le foto di Charlie e….. resterete stupiti. Beh! Ora vi lascio la mia "bionda" ha bisogno di me…….a presto Marco (Roma)
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....Jessy e i fratelli
Oggi sabato 12 luglio abbiamo aperto gli occhi a questo mondo. Siamo noi, Jessy, Giusy, Gimmy e Jordy ,quando ci hanno abbandonato il 4 luglio del 2003 eravamo 5, con noi c’era anche Joan, però lei purtroppo non ce l’ha fatta. Era nata con una frattura alla zampina posteriore, era la più gracilina di noi, poi ha avuto un ascesso alla zampa malata e ci ha lasciati in questa valle di lacrime. Noi stiamo crescendo benone, grazie alla pazienza e le cure di mamma Silvia ed al latte di capra. Vi dicevo del 4 luglio, siamo stati abbandonati dentro una scatola davanti alla chiesa “S.Rita da Cascia” a Fiumicino, quella sulla Via del Faro dentro Villa Guglielmi, in molti ci hanno visto, anche il guardiano della chiesa. Ci hanno segnalato all’Associazione di Mamma Silvia però nessuno e dico nessuno ha avuto il coraggio di far qualcosa per noi , neanche di spostare la nostra scatola in un posto all’ombra o di darci un po’ di latte, però la coscienza era a posto eh ! ci avevano segnalato all'Associazione!!!! Poi finalmente verso l’una, sotto il sole cocente di quei giorni è arrivata Lei e per noi sono finite le sofferenze. Scrivo Lei con la elle maiuscola perché per noi è la nostra salvatrice. Non era potuta venire prima perché tutta la mattinata era stata alla USL di Ostia Antica a far curare e vaccinare altri cuccioli più grandini di noi, disgraziati come noi perché anche loro abbandonati... prima di noi. Certo che a questi due ( anche Ugo, il marito di Silvia) abbiamo creato non pochi problemi con il nostro arrivo. Chi non lo sa, non può capire cosa significa allevare dei cuccioli di pochi giorni… pulirli…. Imboccarli ogni tre ore…sentirli quando piangono la notte, però vi giuro non è colpa nostra, avremmo voluto rimanere più che volentieri con la nostra mamma. Ma un BASTARDO ha deciso diversamente. Da oggi che abbiamo aperto gli occhi su questo mondo , forse meno infame per noi grazie a mamma Silvia, stiamo crescendo e spero che qualcuno di voi, che leggerà la nostra storia, ci voglia adottare perché noi vogliamo solo un po’ d’amore e qualche coccola. In cambio? Qualche festoso scodinzolo e.... tanto tanto amore da parte di Jessy, Giusy, Gimmy e Giordy. Dimenticavo, un grazie a Pat e Max che tutte le domeniche ci portano la scorta di latte di capra.Il Granatiere
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...KING
GIORGIO
Quando
l'abbiamo trovato, tra gli scogli del Vecchio FARO, era un
cucciolone impaurito,un
mucchio
d'ossa con sopra un po' di pelo, sporco e arruffato, e dentro...
tanta paura.
Ci
abbiamo messo un po' di tempo per prenderlo e quando ci siamo
riusciti, abbiamo capito anche il perché.
Lo
abbiamo preso e portato nelle nostre case, poi da un veterinario
che lo ha ricucito ed abbiamo sperato che si salvasse perché
stava molto male.
A
fatica ha ricominciato a mangiare, ma non poteva muoversi perché
era tutto fasciato, si lamentava per il dolore e negli occhi
c'era sempre la paura.
Piano
piano ha cominciato a muovere qualche passo, segno che stava
guarendo ma erano già passati quaranta giorni da quando
l'avevamo preso!
Negli
occhi, la speranza che la sua odissea fosse finita, cominciava a
prendere il posto della paura. Se vedeva uno sconosciuto, un
uomo, la paura tornava, e le zampe tremavano, ed era sempre
chiuso in un giardino perché aveva paura di uscire.
Una
coppia inglese, David e Lynda, in vacanza a Fiumicino, viene a
conoscenza della sua storia, è molto colpita dal racconto e lo
vuol vedere. L'incontro, dopo qualche giorno, è di quelli che
lasciano il segno, la decisione è una.. Quel cane lo prendiamo
noi, verrà a vivere con noi in Inghilterra.
Il
giorno fatidico, David vola in Italia, solo per venirlo a
prendere, perché non vuole che affronti il viaggio in aereo da
solo, chiuso in una gabbia come un pacco tra tanti pacchi e con
lui se ne torna a casa.
Ora
Giorgio sta bene, corre felice nelle lunghe distese della
campagna inglese. La sua odissea, cominciata tra gli scogli del vecchio FARO è finita davvero e noi siamo molto felici per lui. Il faro 19/03/2003
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